Instagram: il futuro dei social network e come cambierà il marketing

I brand che vogliono dominare il mercato del futuro con la propria brand identity non possono prescindere dallo studio costante dei social media. Tra questi, inevitabile, l’aggiornamento continuo su Instagram che ha iniziato il 2019 con stories da tutto il mondo.

Ma cosa spinge l’utenza a richiedere stories e soprattutto in modalità video?

Le stories sono lo strumento novità del 2018, ma quest’anno sono state introdotte anche su Facebook e nei gruppi di LinkedIn rendendole strumento di proficua condivisione.

I dati del 2017 riportano una cifra pari al 90% di contenuti video condivisi. Potremmo dare la responsabilità di questo alla pigrizia dell’utente medio ma sbaglieremmo, considerato che dallo studio dei trend emergenti si manifesta, negli utenti dei social, un’esigenza di verità, sicurezza e trasparenza, soprattutto dopo il recente scivolone di Zuckerberg riguardo la tutela della privacy.

L’utente infatti è spesso insicuro e restio a lasciare dati e le aziende devono affrontare con consapevolezza questo comportamento. Il video sembra proprio incarnare la soluzione a disposizione dell’azienda per aumentare la fiducia dall’utente perché è breve, diretto e, se fatto nel modo giusto, credibile.

L’esigenza dell’utente è motivata anche dal capire la vera identità dell’azienda per potersi immedesimare in essa e condividerne i principi che sempre più spesso sono apprezzati se legati a concetti come la sostenibilità e il rispetto delle persone.

Questo perché da una società che i più critici delle nuove tecnologie definiscono narcisista, nella quale l'apparire spesso diventa uno scopo di vita, di riflesso non possiamo che aspettarci una grandissima considerazione nei confronti dei nostri personaggi seguiti, finendo di fatto per sentirci da questi rappresentati.

“Live streaming is the new queen

L’importanza dello storytelling è fotografata dal grande aumento dei volumi di materiale video prodotto dagli utenti, consuetudine ormai etichettata con la definizione “video is the king”, ma che negli ultimi tempi è stata superata dal successo dei contenuti live delle stories, tanto da permettere ai specialisti dei social, di azzardare la definizione di “live streaming is the new queen”.

Stando alle statistiche di TechCruch le stories sono cresciute di circa 15 volte rispetto al numero di condivisioni del tradizionale post permanente, posizionandosi nella top player del contenuto condiviso.

E sotto questo aspetto non va trascurata, soprattutto nelle ultime generazioni, la grande diffusione delle nuove app come Tiktok, in cui l’utente è, non solo protagonista come in tutti i social, bensì vero e proprio performer.

Proprio la generazione Z, (i centennials per intenderci) infatti, entra a gamba tesa nel mercato dei consumi con nuove esigenze, (come metodi di fruizione sempre più veloci) e richieste di nuove esperienze (come la brand experience di Coca Cola che fa comprare la lattina al proprio avversario della nazionale), guidando i brand verso la soddisfazione di questi nuovi bisogni.

Dall’altro lato sono proprio le aziende che cercano nuove nicchie di mercato, si accorgono della specificità di esse e cercano di intercettarle prima di altre. In questo contesto sono fondamentali i micro-influencer, personaggi di nicchia con anche 10.000 followers, conosciute, ma non su larga scala. Persone che gli utenti vedono come un esempio reale di cui fidarsi perché vicini, senza quell' esasperazione commerciale propria dei classici influencers ormai troppo costosi per le aziende di piccole e medie dimensioni.

Realtà aumentata e intelligenza artificiale

Alla figura del micro-influencer si aggiungono le virtual influencer, personaggi come Sophia the Robot, Lil Miquela, e Shudu, diventate famose in occidente ma che sono solo il risultato del trend scoppiato in Cina da circa tre anni, soprattutto nel fashion luxury.

Si tratta di robot creati con tecnologie di intelligenza artificiale spesso usati nelle nuove chatbot per l'assistenza al cliente 24 ore su 24; una vera e propria tendenza all'interno del mondo della realtà aumentata della quale gli utenti dei social fanno sempre più esperienza nelle loro bacheche.

In questo panorama in cui la Customer Experience acquisisce una grandissima importanza, la profilazione del cliente al fine di captare i suoi bisogni deve trovare sempre soluzioni nuove e più accurate. Si pensi ad esempio all’introduzione di sensori IoT nei negozi fisici, per offrire sconti personalizzati.

IGTV COME G+?

L’esigenza di immediatezza è registrata anche dall’introduzione da parte di Instagram (che ci prova in tutti i modi ad accontentare e dare nuovi stimoli alla sua utenza), di IGTV.

Tra gli elementi innovativi della promessa del social troviamo la verticalità della pubblicazione del contenuto, la divisione in canali come fosse una vera e propria tv, e la durata senza limiti che la differenzia dalle stories.

Scaricando l’apposita app di IGTV inoltre si ha l’impressione di accendere proprio la Tv, poiché si è catapultati sui contenuti di proprio interesse automaticamente, si può scorrere verso l’alto e scegliere tra “Per te”, “Persone che segui”, “Popolari” e “Continua a guardare”, potendo apprezzare con il like, commentare e inoltrare video su Direct.

L’introduzione di IGTV sembrava essere lo strumento rivoluzionario dell’app, invece se non farà la fine di G+, del quale nel 2018 è stata ufficialmente annunciata la chiusura, per ora è sulla buona strada per un flop.

Inoltre i dati raccolti da Buffer sulla situazione dei social nel 2019 delineano una vera e propria mancanza di volontà da parte delle aziende di voler usare IGTV; ma attendiamo le evoluzioni, non dimenticando che lo stesso IG ha visto i suoi anni bui.

L’evoluzione di instagram nello shopping online

Instagram ha sempre ben chiari i trend emergenti e non perde tempo a farli propri per favorire le aziende nel percorso verso la velocità e l’immediatezza. Un esempio è l'introduzione della la funzione “Checkout with Instagram”, al momento fruibile solo dal pubblico statunitense, che presto permetterà anche agli utenti italiani di concludere una transazione di acquisto direttamente all'interno della piattaforma. Gli utenti avranno inoltre a disposizione una sezione “ordini” in cui saranno memorizzati i dati dell’acquisto (non del pagamento) e in cui si potrà tracciare il tanto atteso ordine.

Instagram così potrà rappresentare sia la piattaforma dello scambio di informazioni e valutazioni del prodotto (momento di confronto sempre più importante, dove l’utente atterra e decide prima di acquistare), che piattaforma di acquisto.

Probabilmente la stessa funzione verrà assorbita anche da Facebook e da WhatsApp trasformando gli strumenti in vere e proprie piattaforme nelle quali le aziende potranno dare vita a strategie di vendita, consentendo a Zuckerberg un nuovo flusso di ricavi, insieme a quello derivante dall’ advertising.

Tuttavia, dati gli alti tassi di preferenza di Instagram da parte del pubblico rispetto alle sue piattaforme sorelle, c'è da chiedersi se queste saranno solo di supporto o se, Instagram sarà il solo social del futuro.

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