Vendita di beni nel mercato virtuale, in aggiornamento continuo

Vendita di beni nel mercato virtuale, in aggiornamento continuo

Lo shopping on-line è in costante crescita in tutta Europa. I mercati principali si confermano essere il Regno Unito, la Germania e la Francia, ma anche l’Italia ha registrato negli ultimi anni una crescita esponenziale nella vendita e-commerce. La rete, attraverso la complicità dei canali social, rappresenta il futuro di un mercato in continua evoluzione

In Italia son 30,5 milioni di utenti che utilizzano Internet (sopra i 15 anni), 16,2 milioni hanno fatto un acquisto on-line negli ultimi 3 mesi, mentre quasi 11 milioni sono acquirenti abituali per un giro di affari che si aggira intorno ai 14 miliardi di Euro.

Con questi dati alla mano appare chiaro il ruolo dello shopping virtuale che non tralascia il contatto diretto tra azienda e consumatore. In che senso? E’ confermato che la rete rappresenta ormai il punto di incontro più diffuso con il potenziale consumatore ma come spiegano gli esperti del Sole24ore: “Prima di acquistare un prodotto di alta gamma in-store, la maggior parte di essi ricerca, o quanto meno raccoglie informazioni in rete. Allo stesso modo, nella maggioranza dei casi, la vendita on-line di prodotti è anticipata da un’indagine diretta in negozio. Dunque, le due modalità di acquisto non sono alternative bensì strettamente collegate. Risulta dunque fondamentale assicurare una uniformità di immagine nei due contesti, fisico e virtuale.

Questa è la modalità del mercato del futuro che associa la rete e suoi canali alle buone e vecchie abitudini, un compromesso redditizio dell’oggi. Ma quali sono le nuove regole e leggi che orientano il settore?

La legge italiana sul commercio elettronico e sulle vendite a distanza si adegua alle direttive UE le quali adottano una serie di nuove norme relative ai diritti dei consumatori che operano on-line.

Il Regolamento UE 330/2010 ha introdotto una disciplina concreta, specifica ed omogenea del diffuso fenomeno delle vendite on-line prevedendo la possibilità di porre alcune limitazioni e indicazioni per le modalità di vendita on-line, con particolare riferimento ai sistemi di distribuzione selettiva.

A consolidare il regolamento che riguarda i diritti dei consumatori dell'Unione è stata rafforzata la nuova direttiva sui diritti dei consumatori europei, formalmente adottata dagli Stati membri nel Consiglio dei ministri Ue.

Come si evince, le norme che regolano l’ambito degli acquisti on-line sono contenute nel decreto legislativo del 21 febbraio 2014, n. 21, che, in attuazione della direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, modifica il Codice del Consumo (decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206). Questo strumento legislativo estende e rafforza il ruolo dell’informazione e della trasparenza sulle trattative e sui prezzi.

Il nuovo regolamento sulle vendite in rete si prefigge gli obiettivi di garantire un migliore funzionamento del mercato tra imprese e consumatori, dunque permettere a ciascun consumatore di operare una scelta libera e consapevole quando effettua un acquisto on-line e di consentire ai professionisti del settore di operare in maniera più trasparente e funzionale.

Tra le principali novità riportate dalla legge: il recesso, con l’aumento di quattro giorni di tempo massimo per ripensarci e restituire il prodotto o il servizio acquistato; la trasparenza, secondo la quale il negoziante è obbligato a dichiarare i costi che il consumatore dovrà sostenere in caso di restituzione della merce; la fase precontrattuale e le informative attraverso le quali il soggetto che vende beni o servizi on-line deve comunicare obbligatoriamente all’acquirente tutte le informazioni utili e necessarie (identità, caratteristiche dei beni o servizi, prezzo totale ecc.); la restituzione della merce, una possibilità per il consumatore di restituirla specificando anche le modalità per esercitare tale diritto; i contratti a distanza che riguardano le vendite a catalogo e quelle telefoniche attraverso i quali il venditore dovrà mandare un contratto in forma cartacea da far firmare al cliente; la maggiore protezione nell’acquisto di beni digitali; la chiarezza contro la furbizia, ovvero la maggiore tutela contro quegli addebiti praticati dai venditori che vendono i loro servizi come gratuiti e invece costringono i consumatori a pagare.

Infine sono previste le sanzioni: il commerciante che non rispetta le nuove regole andrà incontro a una sanzione che può variare da un minimo di 5mila euro (50mila in caso di gravi violazioni) a un massimo di 5 milioni di euro.

Riportando le parole del Sole24Ore: “La vendita online è un istituto in continua evoluzione e può rivelarsi un’arma a doppio taglio se non correttamente ed imparzialmente disciplinato. Pertanto, in un contesto normativo comunitario improntato principalmente sulla tutela dell’utente finale, sarà di fondamentale importanza un continuo aggiornamento, un monitoraggio ed un sistema di enforcement normativo su pratiche e piattaforme, affinché la vendita online ed i rapporti verticali diventino una risorsa primaria per lo sviluppo del commercio elettronico”.

Share




Contattaci


Nome


E-Mail


Telefono


Messaggio


Congratulations. Your message has been sent successfully.
Error, please retry. Your message has not been sent.



  • Consulenza aziendale nel settore fashion, orgoglio del made in Italy. Tutte le strategie del marketing della moda


    Il Bel Paese della creatività e dello stile, il mondo della moda e del made in Italy si confermano un settore dinamico e competitivo, da qualche decennio rivoluzionato al virtuale. La fashion industry viaggia nel web a tempo di clic e spazia oltre i confini creando fatturato e fantasia, un universo creativo ben strutturato dal web marketing capace di coinvolgere milioni di persone. A dettare legge i guru della moda e una miriade di addetti ai lavori molto influenti, dalle piccole medie imprese alle fashion blogger. Scopriamo quali sono le loro strategie La moda è un caposaldo del comparto produttivo italiano e con l’avvento di internet negli ultimi anni si è profondamente trasformata. Le abitudini del consumatore sono cambiate, non bastano più le riviste patinate e le fashion week a dettare le ultime tendenze.

  • Sicurezza sul lavoro, via ai corsi obbligatori


    La sicurezza sul lavoro è focalizzata sulla formazione di dipendenti ed imprenditori, un aspetto sempre più determinante per la salvaguardia di chi lavora e per la tutela dell’impresa. Nel mese di novembre hanno preso il via i corsi sicurezza sul lavoro obbligatori per legge Secondo le stime annuali il 2019 detiene un triste primato per i decessi sul luogo di lavoro. I dati attestano che nei primi mesi di quest'anno, sono stati 482 i morti sul lavoro, mentre gli infortuni meno gravi sono diminuiti, ma solo dello 0,2%, con un totale di 323.831 incidenti.

  • Corso di laurea in gestione d’impresa, ecco come si formano i manager del futuro


    I professionisti del domani si specializzano con dei corsi ad hoc: per fare impresa ci vuole passione ma anche il giusto metodo. Sono sempre più numerosi i giovani che desiderano costruire una realtà imprenditoriale con le idee chiare: il corso di Laurea in Gestione di Impresa ne è l’esempio lampante ed è sempre più richiesto. Una laurea in economia specifica che forma i manager del futuro, il corso in Gestione d’Impresa appartiene alla classe delle Lauree universitarie in Scienze dell'economia e della gestione aziendale (classe L-18). Secondo le statistiche, questa proposta formativa diffusa in vari atenei d’Italia conferma numerosi iscritti negli ultimi anni. Sono sempre più numerosi i giovani orientati a settori aziendali e questa proposta di formazione li proietta direttamente nel contesto lavorativo specifico che affronteranno dopo aver conseguito la laurea.

  • Flop dell’intelligenza artificiale, solo due aziende su cinque ne traggono vantaggio


    L’intelligenza artificiale rappresenta ottime possibilità di crescita per le aziende ma solo se viene compresa la sua strategia investendo sul capitale umano. Capirne i meccanismi sembra non essere ancora tra le priorità delle imprese: la maggior parte puntano sull’intelligenza artificiale senza ottimizzarla al meglio, altre sottovalutano le sue potenzialità, altre ancora temono che il suo inserimento destabilizzi la produttività invece di incentivarla. A rivelare il “flop” è lo studio MIT Sloan Management Review (MIT SMR). Gli esperti confidano in un cambiamento di mentalità: tutto deve partire dai nuovi talenti

  • Vendita di beni nel mercato virtuale, in aggiornamento continuo


    Lo shopping on-line è in costante crescita in tutta Europa. I mercati principali si confermano essere il Regno Unito, la Germania e la Francia, ma anche l’Italia ha registrato negli ultimi anni una crescita esponenziale nella vendita e-commerce. La rete, attraverso la complicità dei canali social, rappresenta il futuro di un mercato in continua evoluzione In Italia son 30,5 milioni di individui che utilizzano Internet (sopra i 15 anni), 16,2 milioni hanno fatto un acquisto on-line negli ultimi 3 mesi, mentre quasi 11 milioni sono acquirenti abituali per un giro di affari che si aggira intorno ai 14 miliardi di Euro.

  • Bilancio d’esercizio, come distinguerne le tipologie


    Per le imprese è obbligatorio redigere periodicamente il bilancio d’esercizio. La legge prevede la presentazione di questo insieme di documenti contabili al fine di accertare in modo chiaro e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria dell’esercizio attenendosi al principio di verità. Una pratica che tutte le aziende devono seguire e presentare con attenzione, in questo articolo cerchiamo di capire in che cosa consiste e quali sono le tipologie previste dalla legge Il bilancio d’esercizio: in cosa consiste? Il bilancio d’esercizio è previsto per tutte le imprese, si tratta di un documento formato da tre parti: dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa.




Leave a Reply

Your email address will not be published.


Comment


Name

Email

Url